CHI ERA SALVO D’ACQUISTO

Era un ragazzo di quasi 23 anni, napoletano.

Si arruolò giovanissimo a 19 anni nell’arma dei Carabinieri frequentando dapprima la Scuola allievi di Roma e poi in breve, con una carriera densa di soddisfazioni, divenne vicebrigadiere il 15 dicembre 1942  ed il 19 dicembre fu destinato alla stazione dei carabinieri di Torrimpietra all’epoca una borgata rurale extraurbana a una trentina di chilometri da Roma lungo la via Aurelia, oggi frazione del Comune di Fiumicino.
Il 22 settembre 1943 dei soldati tedeschi, mentre saccheggiavano una caserma della Guardia di Finanza abbandonata sita nella “Torre di Palidoro”, furono coinvolti nell’esplosione di una cassa di bombe a mano nella quale stavano rovistando. Due militari rimasero feriti e uno ucciso. L’ufficiale al comando del reparto tedesco si recò quindi alla caserma dei Carabinieri intimando all’unico graduato presente, il vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, di individuare i responsabili di quello che considerava un attentato provocato da partigiani. Nel frattempo, i tedeschi avevano circondato la località Torrimpietra prelevando 22 ostaggi. Nonostante le proteste di Salvo D’Acquisto, che tentò inutilmente di far ragionare il comandante tedesco, i 22 ostaggi e lo stesso D’Acquisto furono portati in località Torre di Palidoro e obbligati a scavarsi la fossa. A questo punto il Carabiniere, per salvare le vite degli altri 22 ostaggi, decise di autoaccusarsi dell’inesistente attentato e fu immediatamente fucilato.

Avrebbe compiuto 23 anni di li a pochi giorni!

Questi alcuni dei ragazzi (e non) che si sono salvati in seguito all’atto eroico di Salvo.

  • Angelo Amadio (18 anni);
  • Armando Attili, detto Nando, muratore, padre di Attilio;
  • Attilio Attili, muratore, figlio di Armando;
  • Ennio Baldassarri (13 anni), il più giovane del gruppo, ma fatto scendere dal camion prima di andare al luogo dell’esecuzione;
  • Vittorio Bernardi, detto “Carnera”, fabbro e muratore, fu obbligato a scavare con le mani la fossa non essendoci pale a sufficienza per tutti;
  • Enrico Brioschi (36 anni), cameriere del Conte Nicolò Carandini;
  • Giuseppe Carinci (alcune fonti lo nominano Carigi, circa 70enne), spazzino, tentò la fuga e fu ucciso prima della cattura;
  • Rinaldo De Marchi (30 anni), muratore;
  • Giuseppe Feltre, muratore;
  • Benvenuto Gaiatto (52 anni, di Torrimpietra), padre di quattro figli e il più anziano del gruppo;
  • Antonio Gianacco, muratore;
  • Oreste Mannocci, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella;
  • Sergio Manzoni, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella;
  • Vincenzo Meta (27 anni, di Maccarese), muratore, padre di due bimbi e da poco rientrato da Bologna dopo essere scappato dai tedeschi, ancora in uniforme militare;
  • Attilio Pitton, muratore, padre di un ragazzo;
  • Fortunato Rossin, muratore, fratello di Gedeone, padre di due bimbi;
  • Gedeone Rossin, muratore, fratello di Fortunato, scapolo;
  • Umberto Trevisol (35 anni), muratore, padre di due bimbi;
  • Michele Vuerick (39 anni), detto “Mastro Michele”, capomastro muratore;
  • Ernesto Zuccon, fornaio.