COME LE GESTIAMO

La diffusione delle plastiche nell’ambiente è da attribuire solo ed esclusivamente alla cattiva gestione dei rifiuti solidi urbani e dell’incuria umana che se ne disfa con grande leggerezza ovunque si trovi. Se non smaltite correttamente (riciclate, riutilizzate…) sono destinate ad intraprendere un nuovo viaggio durante il quale saranno soggette a trasformazioni (degradazioni), nuovi incontri con altre molecole e altre specie (animali e vegetali) con le quali entreranno in contatto e spesso in conflitto. Potrebbero inoltre entrare a far parte anche delle nostre catene alimentari con il rischio di ritrovarle nel piatto e nel bicchiere.

La gestione scorretta degli oggetti che non utilizziamo più, ci sta conducendo a conseguenze irreversibili.

Le coste, ambienti di grande fragilità, sono tappezzate di oggetti di plastica che ogni anno vengono riversate dal mare. Le aree di interesse per la balneazione vengono pulite meccanicamente generando una serie di ulteriori problemi:

  • Ogni materiale viene asportato, anche quelli, come i detriti di cellulosa, funzionali alla vita di molte specie

  • L’anteduna con la sua rada vegetazione pioniera viene devastata e con essa viene messo a repentaglio l’intero equilibro dell’ambiente delle dune e dei suoi abitanti (piante, rettili, uccelli, insetti…)

  • Le specie che nidificano in questa fascia, quale l’ormai sempre più raro fratino (Charadrius alrxandrinus) subiscono ogni anno perdite di uova e pulli e le popolazioni divengono sempre più esigue, al limite dell’estinzione.

La gestione delle plastiche, soprattutto le più piccole, è irrisolvibile! Possiamo evitare la formazione di nuove microplastiche, solo gestendo in modo corretto i rifiuti solidi urbani. Ogni cittadino sceglie come acquistare, come smaltire, come convivere nell’ambiente.